tWinfish
web2.0
hacktiviting da luca neri
hacktiviting da luca neri

Hacktivismo: il Partito Pirata inaugura un “covo” a Roma

21 gennaio 2010 | Luca Neri

Come covo pirata non e’ niente male: uno scantinato a un tiro di schioppo dalla via Prenestina, a Roma, in quella borgata che fa da cerniera fra il centro e la periferia della capitale. Qui, giovedi’ scorso, in tarda serata, si sono dati appuntamento una cinquantina di giovanissimi e veterani informatici, per inaugurare la prima sede in Italia del Partito Pirata, presso il laboratorio creativo Fusolab.

Piccola associazione di promozione sociale, con poco piu’ di 300 iscritti, il Partito Pirata era nato nel 2006, sull’onda dell’entusiasmo provocato dalla fondazione in Svezia del Piratpartiet, la prima forza politica al mondo dedicata esclusivamente alla difesa della liberta’ in rete, in diretta contrapposizione con le lobby del copyright.

Ma se i colleghi svedesi si erano subito buttati nella politica attiva, raccogliendo militanti a man bassa fra i giovani (la Gioventu’ pirata e’ oggi il gruppo piu’ popolare nei consigli liceali e universitari) e candidandosi quindi alle elezioni (dove, alle ultime europee, hanno ottenuto un sorprendente sette per cento dei voti, un risultato che gli ha permesso di portare ben due rappresentanti a Bruxelles), il Partito Pirata italiano era rimasto finora una formazione tutta virtuale, una sorta di mini lobby per smanettoni, tanto attiva in rete (con una mailing list e un gruppo Facebook che vanta un migliaio di iscritti) quanto invisibile sul territorio, alla faccia dell’esperimento di candidatura del suo attuale segretario, Alessandro Bottoni, come indipendente nelle liste di Sinistra e liberta’ alle europee.

“L’appropriazione di uno spazio pubblico, un luogo d’incontro fisico, mi pare un passo essenziale,” spiega Paolo Cocuroccia, uno dei giovani promotori dell’iniziativa, “per avviare un dialogo con tanti altri gruppi e comunita’ attivi sui temi delle liberta’ digitali.”

Per Athos Gualazzi, pensionato trentino e presidente in carica dell’associazione, presente all’appuntamento in rappresentanza del nucleo “storico” dei fondatori, questo e’ esattamente lo spirito dei veri pirati: “Non ci interessano poltrone e potere, ne imporre dall’alto una linea politica, quanto stimolare la partecipazione attiva di tutti gli utenti della rete, secondo quel principio di democrazia diretta che governava le ciurme dei pirati gia’ nel ‘700.”

La prossima mossa? Esportare questo esperimento anche in altre citta’ (si parla di una sede a Milano), con l’intento di fare uscire i pirati dal ghetto informatico, per costruire alleanze sul territorio, guardando avanti fino alle prossime amministrative.

* Questo articolo e’ stato pubblicato originariamente nella sezione Mondo Web del giornale Il Fatto Quotidiano

Associazione di promozione sociale Partito Pirata
presso Laboratorio Creativo Fusolab
via Giorgio Pitacco, 29 – Roma 00177

Il sito web del partito: http://www.partito-pirata.it/

Il gruppo su Facebook: http://www.facebook.com/partitopirata

La mailing list dei pirati (invia un messaggio anche senza alcun oggetto per iscriverti): servizioemail-subscribe@piratpartiet.it

Digg This
Reddit This
Stumble Now!
Buzz This
Vote on DZone
Share on Facebook
Bookmark this on Delicious
Kick It on DotNetKicks.com
Shout it
Share on LinkedIn
Bookmark this on Technorati
Post on Twitter
Google Buzz (aka. Google Reader)

Leave a Reply